Ediliza-urbanistica

“Decreto SCIA 2”

Le nuove norme sulla semplificazione in materia di commercio, edilizia e ambiente

DECRETO LEGISLATIVO 25 novembre 2016, n. 222 – tabella A allegata al D. Lgs. n. 222 del  25 novembre 2016.

Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attivita’ (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attivita’ e procedimenti, ai sensi dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124. (16G00237) (GU Serie Generale n.277 del 26-11-2016 – Suppl. Ordinario n. 52)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 11/12/2016

  1. Il decreto sancisce cinque procedure: edilizia libera, permesso di costruire, Scia, Cila e Scia alternativa al permesso di costruire. Vengono meno così la Dia –definitivamente sostituita dalla Scia-  e la Cil, andando così a modificare anche il Testo Unico dell’Edilizia

  2. Nel testo del DL è introdotta, in forma di allegato, una pratica tabella che mette in diretta corrispondenza il lavoro da eseguire con la  procedura da seguire e il titolo edilizio necessario. Un testo di 142 pagine da studiare con attenzione poiché attuativo già dall’11 dicembre, i cui contenuti saranno riversati nel nuovo testo di RE locale, insieme alle modifiche già introdotte con il REU pubblicato il 16 novembre.
  3. è fatto obbligo agli uffici tecnici comunali di aiutare a titolo gratuito chi chiede una consulenza prima di presentare il titolo abilitativo, funzionale alla istruttoria, previo il solo pagamento dei diritti di segreteria. Significa che i tecnici incaricati di elaborare un progetto potranno preventivamente chiedere al Comune un’interpretazione delle norme vigenti, in modo da non incorrere in bocciature e divieti successivi.
    Una volta ottenuta la risposta dagli uffici preposti, i progettisti dovrebbero poter presentare la Scia e avviare i lavori senza temere che il cantiere venga fermato.
  4. il Ministero delle Infrastrutture produrrà entro il 10 gennaio 2017, ovvero a trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto “Scia 2”, un Glossario unico delle principali opere edilizie e delle categorie di intervento a cui appartengono al fine di  uniformare al massimo la normativa edilizia di riferimento
  5. le Regioni e gli Enti locali avranno tempo fino al 30 giugno 2017 per adeguarsi alle nuove disposizioni. In alcuni casi potranno apportare delle modifiche alle procedure.  Solo da questo momento in poi si potrà valutare il vero impatto delle semplificazioni.

    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione; Visto l’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante delega al Governo per la precisa individuazione dei procedimenti oggetto di segnalazione certificata di inizio attivita’ o di silenzio assenso, ai sensi degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonche’ di quelli per i quali e’ necessaria l’autorizzazione espressa e di quelli per i quali e’ sufficiente una comunicazione preventiva; Visto il decreto legislativo 30 giugno 2016, n. 126, recante attuazione della delega in materia di segnalazione certificata di inizio attivita’ (SCIA), a norma dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi; Visto il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza; Visto il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, recante approvazione del regolamento per l’esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, recante testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A); Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 15 giugno 2016; Vista l’intesa intervenuta in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella riunione del 29 settembre 2016; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Commissione speciale nell’adunanza del 21 luglio 2016; Acquisito il parere della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 24 novembre 2016; Sulla proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’interno in relazione alle autorizzazioni previste dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;

Emana il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Oggetto

1. Il presente decreto, in attuazione della delega di cui all’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124 e anche sulla base dei principi del diritto dell’Unione europea relativi all’accesso alle attivita’ di servizi e dei principi di ragionevolezza e proporzionalita’, provvede alla precisa individuazione delle attivita’ oggetto di procedimento, anche telematico, di comunicazione o segnalazione certificata di inizio di attivita’ (di seguito «Scia») o di silenzio assenso, nonche’ quelle per le quali e’ necessario il titolo espresso e introduce le conseguenti disposizioni normative di coordinamento.

2. Con riferimento alla materia edilizia, al fine di garantire omogeneita’ di regime giuridico in tutto il territorio nazionale, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e’ adottato un glossario unico, che contiene l’elenco delle principali opere edilizie, con l’individuazione della categoria di intervento a cui le stesse appartengono e del conseguente regime giuridico a cui sono sottoposte, ai sensi della tabella A di cui all’articolo 2 del presente decreto.

3. Le amministrazioni procedenti forniscono gratuitamente la necessaria attivita’ di consulenza funzionale all’istruttoria agli interessati in relazione alle attivita’ elencate nella tabella A, fatto salvo il pagamento dei soli diritti di segreteria previsti dalla legge.

4. Per le finalita’ indicate dall’articolo 52 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, il comune, d’intesa con la regione, sentito il competente soprintendente del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, può adottare deliberazioni volte a delimitare, sentite le associazioni di categoria, zone o aree aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico in cui e’ vietato o subordinato ad autorizzazione rilasciata ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, l’esercizio di una o piu’ attivita’ di cui al presente decreto, individuate con riferimento al tipo o alla categoria merceologica, in quanto non compatibile con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. I Comuni trasmettono copia delle deliberazioni di cui al periodo precedente alla competente soprintendenza del Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo e al Ministero dello sviluppo economico, per il tramite della Regione. Il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo e il Ministero dello sviluppo economico assicurano congiuntamente il monitoraggio sugli effetti applicativi delle presenti disposizioni.